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Lo yoga anti burnout, saluto al sole e ode al potere di Shavasana

Antidoto al super stress cronico, scendere sul tappetino è diventata pratica rivoluzionaria

ANSA.it (Italy)3 phút đọc

L'estrema popolarità dello yoga oggi non è casuale. Che si conosca o meno la millenaria storia di questa pratica, quello che l'ha fatta diventare una tendenza in Occidente è il suo potere, il suo essere un rimedio, un modo per accompagnare la nostra vita contemporanea. Lo yoga è diventato sempre di più una disciplina preziosa per coltivare equilibrio, consapevolezza e visione positiva in un tempo in cui essere sopraffatti dalle incertezze per il contesto in cui si vive è molto facile.

Ecco che lo yoga si è trasformato in un modo per prendersi cura di se stessi, tenere alla larga o perlomeno aiutarci a tenere alla larga, quel burnout, l'esaurimento fisico ed emotivo causato dal super stress cronico non gestito adeguatamente che sembra essere diventato una caratteristica comune dei nostri tempi. Ormai lo yoga non è più una semplice disciplina, ma un vero e proprio stile di vita che influenza persino il nostro modo di viaggiare, trasformando la vacanza nell'occasione perfetta per rallentare, respirare e riconnettersi con sé stessi. Questa antica pratica originaria dell’India che invita a rallentare, ad ascoltarsi e a riconnettersi con sé stessi e con il mondo, ha contaminato l'Occidente come risposta a tutto quello che è diventato di esageratamente frenetico, complicato, usurante, stressante, il nostro modo di vivere.

Così in attesa di invertire il ritmo scendiamo sul tappetino e ci regaliamo quanto più spesso possibile un tempo tutto per noi perchè in questa vita frenetica che non aspetta nessuno, fermarsi diventa un atto rivoluzionario.Ne parliamo, in occasione della Giornata Internazionale dello Yoga, il 21 giugno, solstizio d'estate, con Manola Forestieri, una affermata insegnante di Yoga con molte specializzazione dallo Hatha Yoga allo yoga Dinamico, Funzionale e meditativo, ci spiega tutto di questa pratica e del suo senso profondo oggi, al di là della sua storia.ASCOLTA IL PODCASTNello yoga esistono centinaia di posizioni (dette asana).

I testi tradizionali ne codificano storicamente 84, ma oggi se ne contano oltre un migliaio con tutte le variazioni. Più semplici o più avanzate si distinguono in posizioni in Piedi e di Equilibrio come Tadasana (la montagna) o Virabhadrasana (il guerriero); flessioni e piegamenti come come Uttanasana (la pinza), adha mukha svanasana, la posizione del Cane a Faccia in Giù; Inarcamenti come per il cobra o Dhanurasana (l'arco). E poi ancora sedute come il famoso loto e in apertura delle Anche; persino capovolte come Sirsasana (la verticale sulla testa) o sarvangasana, la candela.

E poi in rilassamento: La posizione per eccellenza è Savasana, considerata la più difficile da mantenere per la sua componente di immobilità mentale e fisica, un vero toccasana. Esistono decine e decine di guide e manuali di asana che classificano le posizioni in base al livello di difficoltà (principiante, intermedio, avanzato), che può variare molto a seconda dello stile praticato (es. Hatha, Vinyasa o Ashtanga).

In particolare, proprio per la lettura dello yoga come pratica per affrontare lo stress esagerato che accompagna le nostre giornate, esaminiamo Savasana, il cadavere, l’abbandono completo alla fine di una sessione di Hatha Yoga, la posizione più difficile da mantenere dicevamo nel trascendere la volontà. Si raggiunge uno stato di rilassamento totale del corpo e dei sensi in una mente rilassata che lascia andare stress e pensieri permettendo il contatto con la saggezza interiore. Savasana riduce la stanchezza, abbassa la pressione sanguigna, allevia cefalea e affaticamento, riduce l’insonnia ed è ottimo in caso di leggera depressione.

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